Il Guardone

   La mia passione segreta di voyeur

 





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03/07/2009
 

Puttane in pineta

Ho comprato da un rivenditore di surplus dell'esercito russo un visore a raggi infrarossi, una di quelle maschere che applicate davanti agli occhi permettono di vedere nel buio eventuali corpi che irradiano calore. Ho preso l'occasione per provarlo durante una visita in una pineta di una località marina della costa Toscana, notoriamente frequentata dalle prostitute in compagnia dei loro clienti. Arrivo ai limiti della pineta verso le undici di notte, parcheggio in un luogo abbastanza defilato e scendo dall'auto con la maschera sul volto. Non vedo molto per la verità, e quel poco è tutto verdognolo. Pesto anche una merda di cane, tanto per gradire... Mi incammino lungo un vialetto scosceso e, dopo poco, scorgo una coppia affaccendata dentro un'automobile. Nell'oscurità mi avvicino a meno di un metro senza fare rumore. I due corpi aggrovigliati sul sedile posteriore si agitano in un amplesso selvaggio. Non si distingue bene chi è la donna e chi l'uomo, e infatti dopo poco mi rendo conto che sono due uomini! Mi allontano e cerco dei soggetti più interessanti. Addossata al tronco di un albero c’è una donna inginocchiata davanti ad un uomo, le sta succhiando il cazzo. L’uomo si mena il membro gonfio e viene gemendo; un paio di fiotti di sperma vanno a depositarsi a terra, sugli aghi di pino. Proseguo lungo il percorso e trovo una prostituta accoccolata che orina, il potente flusso di pipì illumina a giorno il visore, ne sono quasi abbagliato. Di ritorno verso la macchina ecco una coppia che scopa in piedi, contro un muretto basso. Lei, di spalle, con le unghie gratta l’intonaco mentre viene penetrata dal partner. Guardando meglio noto che si tratta di un rapporto anale. Aspetto che i due finiscano e poi mi allontano velocemente. Finalmente sono seduto in auto, mi tolgo la maschera rendendomi conto di quanto ho sudato per l’eccitazione. Prima di andarmene la mia mano corre veloce alla patta dei pantaloni… ora tocca a me.


postato da fbianki | 11:29 | commenti (1)
voyeur, spiare


16/05/2009
 

Il medico della mutua

Come ho già avuto modo di scrivere in passato, il mio vizietto è del tutto sconosciuto a chi mi sta intorno. Non l'ho mai rivelato a nessuno, un po' per vergogna e un po' per continuare ad agire indisturbato senza precludermi eventuali occasioni. Ma da qualche tempo un'altra persona ne è a conoscenza. Si tratta di un medico che frequenta la mia stessa palestra; parlando di Internet mi ha consigliato svariati siti tra cui il mio, questo!!! Per un po' ho fatto finta di niente ma poi ho svelato che l'autore del blog da lui tanto amato ero io (ah, la vanità...). All'inizio era incredulo, poi avreste dovuto vedere la faccia meravigliata quando gli anticipavo l'argomento del post qualche giorno prima della sua pubblicazione. Per quest'uomo sono diventato un idolo ed ha iniziato ad aprirsi con me confessando che anche lui è da sempre un laido, perverso e incallito guardone. Ho avuto allora l'idea di intervistarlo in modo che tutti possiate avere anche un suo punto di vista del pianeta voyeur. Ovviamente garantisco l'anonimato di questo professionista che chiamerò Dott. A.P.

Ilguardone: Dottore si presenti ai lettori del blog.

Dott A.P.: Sono un medico di 54 anni da sempre guardone appassionato, anzi forse ho scelto proprio inconsciamente questa professione per poter avere più occasioni...
Ilguardone: Si spieghi meglio...
Dott A.P.: Voglio dire che ogni tanto capita di guardare più del dovuto una bella signora o comunque godere di alcuni aspetti delle pazienti.
Ilguardone: Mi sembra di capire che lei più che guardone sia un po' maiale, senza offesa.
Dott. A.P.: Sono entrambe le cose. In ambulatorio soddisfo una parte delle mie inclinazioni, poi la notte può capitare che mi apparti per spiare le coppiette che scopano.
Ilguardone: Ci racconti la sua ultima esperienza in ambulatorio
Dott. A.P.: Proprio la settimana scorsa è venuta da me Chiara, una ragazza che curo da quando era bambina, badi bene adesso è maggiorenne perché io non voglio problemi; Chiara lamentava un forte dolore all'inguine, poteva essere anche appendicite. Le ho fatta calare i jeans ed una volta stesa l'ho palpata a lungo, più di quanto fosse necessario per la diagnosi. Per la cronaca si trattava di una ghiandola infiammata. Inoltre le ho anche chiesto di togliersi le mutandine per avere un raffronto con l'altro inguine. Ovviamente non serviva, ma per qualche minuto ho potuto vedere la sua giovane vagina con i peli rasati alla brasiliana, l'ho anche sfiorata distrattamente. Ero inebriato dal profumo che emanava.
Ilguardone: E lei non si è accorta di niente, non ha capito il gioco?

Dott. A.P.
: Non credo proprio. Basta distrarre il paziente con domande generiche e mantenere un tono professionale e distaccato.

Ilguardone: Ma non prova eccitazione?

Dott. A.P.: Certo che si! Ecco perché indosso sempre il camice, per coprire l'erezione. A volte, tra una visita e l'altra, devo scappare in bagno a masturbami altrimenti scoppio.

Ilguardone: Ci racconti ancora un episodio.

Dott. A.P.
: Beh, una volta una paziente aveva problemi di stipsi molto seri ed io mi offrii di farle un clistere. Era una donna di mezza età molto piacente e miravo al suo culo da tempo; mi recai a casa sua la sera, terminate le visite, preparai la sacca e la feci mettere sul letto a buco ritto. Fu un piacere penetrare quel bel culo con la cannula. Non finiva più di ringraziarmi...

Ilguardone: Non ha mai perso il controllo?

Dott. A.P.: Devo dire che sono dotato di un buon autocontrollo. Solo una volta ho temuto di perderlo. Qualche anno fa una giovane sposina mi chiese di illustrarle l'autopalpazione del seno. Iniziai con dei disegni ma ben presto lei mi permise di metterle le mani direttamente sulle mammelle. Aveva una quinta abbondante che sfidava la forza di gravità; lei seduta davanti allo specchio ed io da dietro che la palpeggiavo fissandola negli occhi nocciola, dello stesso colore dei capezzoli. Ecco, in quell'occasione ho davvero rischiato grosso.

Ilguardone: Cosa succederebbe se venisse denunciato da una paziente?

Dott. A.P.: Nel migliore dei casi sarei sputtanato con tutti i colleghi, nel peggiore dei casi sarei radiato dall'albo. Per questo sono cauto, non deve accadere.

Ilguardone: Ci lasci ancora un ricordo prima di concludere l'intervista.

Dott. A.P.: Appena laureato ero medico generico in un paesino di campagna dove riuscì a convincere le mie pazienti, ovviamente le più giovani ed appetibili, che era importante un'ispezione ginecologica almeno un paio di volte l'anno. Queste povere contadinelle ignoranti allargavano le cosce sul lettino pensando di fare una cosa giusta, invece io mi dilettavo a frugare dentro le loro fiche... E' successo che un paio di volte mi sono anche masturbato da un buco che avevo fatto nella tasca del camice! Peccato che a quei tempi non c'erano ancora le fotocamere digitali...


Avete idea di cosa vi attende alla prossima visita medica?

postato da fbianki | 22:51 | commenti (6)
fetish, voyeur, erezioni, spiare


29/04/2009
 

Guardoni tipici tipicizzati

Molti mi chiedono come si diventa guardoni. Non c'è un corso da seguire o delle regole precise a cui attenersi, diciamo piuttosto che si diventa guardoni per assecondare un'indole. Nel mio caso fin da piccolo avevo degli atteggiamenti e delle manie rivelatrici di questa mia propensione. Ad esempio ero affascinato dalle scarpe delle amiche di mia madre, e fantasticavo sulla forma dei piedi che contenevano; oppure durante le scuole elementari mi trovavo spesso a pensare di sgattaiolare sotto la cattedra della maestra per annusarle le gambe fasciate dai collant color carne; o quando andavo al ristorante con i miei genitori, con il fatto che ero bambino e nessuno faceva caso a me, mi introducevo nei bagni e guardavo le signore che si truccavano davanti al lavandino, sporgendosi verso lo specchio con la gonna che saliva di qualche centimetro sopra al ginocchio. Ricordo ancora la prima volta che in televisione ho visto Raffaella Carrà ballare con l'ombelico scoperto: una rivelazione! Poi sono cresciuto e durante la fase adolescenziale, quando le ragazze erano un miraggio irraggiungibile, mi sono rovinato dalle seghe pensando ad amiche e compagne di classe impegnate in complessi rapporti a due, tre, quattro ecc. Ovviamente anche in queste fantasie io ero in disparte, a guardare. Un pò più grandicello ho scoperto il sesso, praticandolo con grande goduria fino ad oggi senza però mai trascurare la mia passione che, in alcuni rapporti ho tenuto nascosta alla partner, mentre in altri è entrata a far parte del gioco erotico ed è stata gioiosamente ricambiata.  Capirete che in questi anni ho avuto modo di venire in contatto con viscidi e laidi personaggi che come me amano guardare, spiare l'intimità e sempre pronti a cogliere ogni minima occasione per intrufolarsi nei fatti altrui. E' mia intenzione classificare le tipologie di questa gente, ci provo adesso:
  • Lo spione: il classico guardone che si eccita nello spiare le coppiette che scopano in auto, sulla spiaggia o nei boschi. Tipicamente di mezza età, un pò trasandato, vive ancora con la mamma ed ha una vita (apparentemente) irreprensibile. E' capace di vagare per chilometri nelle campagne fino a trovare un punto di osservazione privilegiato e potersi godere in pace l'afflato amatorio dei soggetti predestinati.
  • Lo struscione: a bordo di mezzi pubblici superaffollati sfrega le sue parti intime su ragazze e donne onde ottenere un piacere fisico effimero ma sufficiente a rendere la giornata degna di essere vissuta. E' riconoscibile dall'ascella pezzata che tradisce l'emozione del momento.
  • L'annusone: soggetto insospettabile che si rivela quando, invitato per cena a casa di amici, si chiude in bagno ed annusa i perizomi della padrona di casa estraendoli con dovizia dal cesto della biancheria sporca. Molti di loro non resistono alla tentazione di portarsi via un trofeo, per masturbarsi con comodo a casa.
  • Mastrolindo: così detto perché vive nei cessi pubblici e si eccita guardando, molto spesso solo ascoltando, le donne che pisciano. Il suo sogno è installare una microcamera nel water per osservare le pudenda della malcapitata proprio durante l'espletazione dell'atto orinatorio, ma si deve accontentare di falsi filmati su siti a pagamento.
  • L'eiaculatore folle (detto anche impollinatore): un uomo vittima di tempeste ormonali improvvise, che deve soddisfare le proprie smanie su oggetti (guanti, scarpe, borse) di proprietà delle vittime. Basta un attimo, lui estrae il pene e con pochi colpi scarica qualche decilitro di sperma nell'oggetto lasciato incustodito dalla poveretta. Ovviamente si rasenta la parafilia.
  • Il riflessivo: viaggia per luoghi pubblici con uno specchietto sempre a portata di mano pronto a metterlo sotto le gonne delle signore che, distratte, non si accorgono di essere spiate nell'intimo. La versione più tecnologica usa il cellulare per scattare foto e masturbarsi con calma nel confort della sua cameretta.
  • L'occasionale: è il peggiore perché si improvvisa guardone solo in determinate occasioni, ad esempio quando sale in scala mobile con davanti una ragazza in minigonna. Inizia allora una serie di contorsioni ed occhiate per tentare di sbirciare ma, essendo sprovveduto, viene sgamato all'istante dalla vittima e fulminato con uno sguardo di disprezzo misto a commiserazione.
Voi avete mai avuto a che fare con qualcuno di questi tipi?

postato da fbianki | 11:02 | commenti (14)
spiare


19/04/2009
 

La maschera e il volto

Titolo Pirandelliano per introdurre il tema del post odierno: siamo tutti guardoni. Lo affermo con sicurezza e cognizione di causa, e ve lo dimostro.

Chi di voi, che tanto fedelmente mi legge, si autoproclama "normale" e poi non disdegna di gettare lo sguardo sul culo della vicina in metropolitana o in autobus, facendo vagare la mente su fantasie sessuali dove si immagina impegnato in un fitto lecca-lecca fra le natiche dell'ignara viaggiatrice o, nella peggiore delle ipotesi, in atti di sodomia coatta?

Oppure chi di voi il sabato sera, dopo una settimana di lavoro stressante, è quasi costretto a fare all'amore con la propria moglie, una donnetta grigia sfiorita nel tempo per la quale provate solo una fraterna amicizia ma non certo la foia di qualche decennio fa, giusto per adempiere a doveri coniugali che non sentite più come tali ormai da tempo? Si, proprio voi, che nel talamo nuziale vi sforzate per ottenere un'erezione degna di tale nome, e poi montate svogliatamente sulla vostra donna oramai piena di vene varicose, con la voce non più aggraziata che tanto vi seduceva un tempo, con le unghie sbeccate e i capelli stopposi, e pompate metodicamente facendo cigolare le molle del materasso fino a che lei vi sussurrerà la frase liberatoria: - Amore vengo, siii... E allora anche voi potrete scaricare il vostro liquame caldo con un piacere misto ad amarezza e depressione. Non mi verrete a raccontare che durante il forzato amplesso la vostra mente non si sia soffermata neanche per un secondo a fantasticare su quella soubrettina bionda che vi hanno ammannito in televisione, in un programma da beoti che avete seguito sonnacchiosi dal divano, pensando a che tette dure deve avere, a come potrebbe essere bello poterla scopare senza sosta al posto del relitto di donna che ansima il suo fiato puzzolente sul vostro collo e vi sussurra di venire... Macché venire, voi vorreste scappare con la suddetta strafiga su un'isola deserta e farvi spompinare tutto il santo giorno dalle sue labbra carnose, fragole di libidine, fino a dimenticare il mondo – ecco a cosa pensate mentre chiavate vostra moglie!

E poi anche voi irreprensibili professionisti, bancari, impiegati di aziende tecnologiche e della new-economy dei miei coglioni. Si, proprio voi, dietro alla scrivania sempre indaffarati ma con le cache dei vostri browser ingolfate da gigabyte di immagini porno che compulsivamente cercate e avidamente divorate, e poi scappate in bagno con un imbarazzante gonfiore nel basso ventre a masturbarvi davanti alla tazza del cesso, producendo eiaculazioni da guinness. E la sera, chiusi nei vostri loft di tendenza, dismessa la maschera di uomini aggressivi e vincenti, magari dopo il solito due di picche ottenuto dalla ragazzetta che per un paio di ore avete inutilmente puntato in discoteca pensando di farvela, siete impazienti di farvi una sega e in mutande vi grattate la forfora dalla testa aspettando che eMule scarichi l'ennesimo film porno con attori e attrici tristi che fingono piacere a vostro uso e consumo.

Voi che criticate, biasimate, accusate, additate un povero guardone che ha il coraggio di proclamarsi tale, di scrivere certe cose... Ma voi, non vi ritenete un po' guardoni?


postato da fbianki | 17:09 | commenti (4)
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13/04/2009
 

La collega da punire

Ho una collega insopportabile! Una napoletana di nome Rita, quarantenne divorziata senza figli, che si vanta costantemente della vita mondana che conduce: aperitivi, happening, feste, discoteche alla moda, ristoranti ecc. Racconti di situazioni vissute e godute. Incontri con gente a-la-page, come lei ama definire questi personaggi inutili che vivono al di sopra della media della gente comune perché forti del loro status. Lo stilista di un famoso atelier, il creativo di format televisivi, l’addetto alle p.r. di una grossa azienda di telefonia. Si ritrovano tutti negli stessi luoghi, parlano, bevono molto, pippano. E Rita tutti i santi giorni ci intrattiene alla macchinetta del caffè raccontandoci cosa ha fatto la sera prima, chi ha visto, cosa ha detto tizio, cosa pensa caio, in un grande discorso inutile e autoreferenziale. Ma soprattutto Rita racconta la sua vita sessuale sbandierando ai quattro venti le scopate che rimedia! Lunghi monologhi per descrivere bizzarri amplessi in luoghi improbabili; allusioni, neanche tanto velate, per renderci partecipi di quanto l'aveva grosso il tipo che l'ha sbattuta l'altro ieri; improbabili resoconti di cene a casa del famoso politico trasformatesi in orge pazzesche dove tutti chiavano tutti. Da tempo medito di “punire” questa donna, ma non è mai capitata l’occasione, fino a ieri. Nel suo solito monologo ha accennato ad una megafesta in una discoteca del centro per il compleanno di una sua amica, grande manager di un’azienda di informatica. Aveva tutto il necessario per cambiarsi in una borsa sotto la scrivania, in quanto si sarebbe diretta alla festa direttamente dall’ufficio. E allora mi sono riproposto di dare un’occhiata a questa borsa... Ho atteso con pazienza la pausa pranzo, quando gli uffici si svuotano, ho prelevato la borsa e mi sono chiuso in bagno. Gli oggetti contenuti: un tubino rosso fuoco di tessuto leggero, biancheria intima rossa, una pochette per il trucco, una scatola di profilattici al gusto di fragola ed un paio di scarpe pitonate tacco dieci. L'attenzione è subito calamitata da queste, dalla pelle lucida, dall'interno chiaro e liscio. Le annuso, ed il loro profumo mi risveglia subito le voglie. L'uccello mi si fa duro immaginandola mentre si fa sbattere da più uomini con il vestitino rosso avvolto sui fianchi, la faccia stravolta in un espressione di dolore e godimento. Riempita in ogni orifizio, scopata senza sosta da una miriade di uomini che abusano del suo corpo; ridotta ad un oggetto di piacere come adesso sono per me le sue scarpe Il mio cazzo sfrega veloce contro la pianta di cuoio, contro i bordi ruvidi, e finalmente vengo dentro la calzatura con abbondanti getti di sperma. Asciugo alla meglio e rimetto tutto a posto. La sera Rita va in bagno per cambiarsi e, quando torna, si fa ammirare dalle colleghe che la invidiano non poco, poi se ne va dandoci appuntamento al giorno dopo per i racconti del caso. Ma io saprò già tutto, perché una parte di me sarà a quella festa, dentro la sua scarpa destra!